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Giovedì 27 Giugno 2019
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Chiesa del Santissimo Crocifisso

Monteleone dʼOrvieto (TR) - La Chiesa del Santissimo Crocifisso, era la “chiesa di campagna” di Monteleone d’Orvieto.
Sorge poco al di fuori della Porta Nord del paese, sulla strada Umbro Casentinese, e racchiude al suo interno parte di una più antica edicola che riporta l’effige del Santissimo Crocifisso ritenuta tradizionalmente artefice di numerosi miracoli.

Era il 1601 quando la popolazione chiese l’autorizzazione all’amministrazione per poter costruire un luogo di culto degno della devozione che il popolo provava per quella piccola edicola del Crocifisso risalante al XV secolo. Il benestare giunse nove anni più tardi, mentre i lavori iniziarono nel 1612 sulla base dei disegni presentati da Francesco Scalza, figlio del più noto Ippolito.
La realizzazione della chiesa era sostenuta finanziariamente dalle offerte dei devoti, dalla Parrocchia e dalla più antica Confraternita di Monteleone, quella della Buona Morte, dedita all’inumazione dei defunti. Tra i finanziatori dell’edificio figurava anche il Comune, come si evince dallo stemma presente sulla facciata che riporta la data del 1637. In questo anno, con grande ritardo anche causa della sanguinosa guerra per il Ducato di Castro, la chiesa del Santissimo Crocifisso giunse a completamento.

La chiesa, restaurata profondamente nel 2004, si presenta con un’estetica barocca, con elementi architettonici successivi che richiamano il gusto Rococò. La semplice facciata presenta un campanile “a vela” e ai lati dell’edificio si aprono due cappelle settecentesche. Quella di sinistra conservava un dipinto di Ottavio Pratelli raffigurante l’Ultima Cena ed è dedicata alla Madonna del Buon Consiglio. La cappella che si trova sul lato destro, anticamente dedicata a Sant’Isidoro Agricoltore, è stata consacrata alla Madonna Addolorata e ospita la statua del Cristo Risorto.
L’altare, capolavoro barocco, ingloba nella sua struttura la parete di fondo della preesistente cappella con l’effige del Crocifisso. Alle spalle della mensa è presente un coro realizzato all’inizio del XIX secolo, mentre sulle sei paraste che sostengono le pareti della chiesa sono visibili altrettanti dipinti seicenteschi con scene della Passione.


 

[Fonte: Umbria OnLine]

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