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Domenica 24 Giugno 2018
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Storia del borgo di Monteleone d'Orvieto

Monteleone dʼOrvieto (TR) - Storia antica quella di Monteleone d’Orvieto, paese che se ne sta disteso come il regale felino dalla chioma fulva lungo il dorso di una delle colline che si innalza sulla valle del fiume Chiani, all’estremo settentrionale della provincia di Terni, nell’area dell’Altorvietano.

I primi insediamenti etruschi e romani
Un fiume anticamente navigabile, il Chiani appunto, e una rete viaria fondamentale per i collegamenti con Roma, la via Cassia, hanno fatto sì che il territorio oggi occupato da Monteleone fosse abitato da comunità stabili almeno a partire dal II - III secolo a.C. fino all’epoca romano imperiale. Lo dimostrano i ritrovamenti del 1878 che a pochi chilometri dal paese riportarono alla luce una serie di urne funerarie con iscrizioni in tirreno e in latino. Un altro antico insediamento doveva trovarsi nella zona dell’attuale Santa Maria dove negli anni ’80 furono rinvenute una fornace romana risalente al I - II secolo e una tomba “alla cappuccina”, con tetto spiovente ricoperto di tegole e con una lettiga in legno per i resti del defunto. Era probabilmente un povero agricoltore che come altri aveva il compito di coltivare quest’ampia zona, all’epoca molto fertile, i cui prodotti giungevano a Roma proprio grazie al Chiani.

L’origine incerta del Castello
L’origine del castello di Monteleone vero e proprio non ha una data certa. Lo storico Cipriano Manente lo fa risalire al 1052 quando Orvieto fondò l’avamposto a difesa dei suoi confini settentrionali verso Siena. Tale datazione risulta compatibile con una delle ipotesi riguardanti l’origine del nome del paese. Si narra, infatti, che Papa Leone IX passò nel territorio di Monteleone negli anni del suo pontificato (1049 - 1054) e che il castello fu chiamato di Monteleone proprio in suo onore. A differenza del Manente lo storico monteleonese Pietro Momaroni fissa la data di fondazione del castello intorno alla fine del 1100. Una Bolla Pontificia del 1191, inoltre, cita tra le parrocchie ricadenti sotto Chiusi una certa Chiesa di S. Pietro, che forse corrisponde alla chiesa dei SS. Pietro e Paolo di Monteleone.
Il primo documento ufficiale che testimonia indiscutibilmente l’esistenza del castello di Monteleone è comunque un atto dell’imperatore Federico II che nel 1243 fissa i confini di Città della Pieve indicando Monteleone come castello ad essa contiguo.

Monteleone, terra di confine
La posizione geografica, al confine tra Stato Pontificio e Toscana, ha segnato la storia di Monteleone d’Orvieto, avamposto strategico e ampiamente contesto che nel corso dei secoli è stato protagonista di  numerose lotte intestine tra casati e guerre a volte lunghe e sanguinose.
Tra il XIII e XIV secolo Monteleone è sotto il controllo della città di Orvieto e vede una grande crescita del suo abitato entro le mura cittadine. È di questo periodo il primo Statuto di diritto pubblico, amministrativo, civile e penale che disciplina la vita della comunità. Il XIV secolo è un’epoca di battaglie  e scorrerie. Nel 1328 il Castello di Monteleone viene incendiato dai Filppeschi, in lotta continua con i Monaldeschi a capo di Orvieto. A metà del Trecento il paese si trova nelle mani dell’irrequieto Conte Bulgaro che a causa delle sue scorrerie nelle terre di Orvieto viene bandito e condannato a pagare un’alta somma di denaro alla città. Nella seconda metà del Trecento Monteleone si trova inoltre coinvolta nella guerra tra Perugia e Siena e nel 1366 viene invasa dalle truppe inglesi che combattono al fianco dello Stato Pontificio per la riconquista di Vetralla.
Nel 1373 il dominio di Orvieto giunge alla fine e il castello, ambito anche dai Conti di Marsciano proprietari del vicino e antichissimo fortilizio di Castel Brandetto, viene ceduto a Ugolino di Montemarte da Corbara.
Orvieto torna a capo del Castello di Monteleone nel 1481 dopo il breve dominio di Bartolomeo della Rovere nipote di Sisto IV.
La fine del XV secolo è segnata da un altro importante conflitto, quello scaturito dalle pretese avanzate sul castello dalla Contessa Manfilia di Montemarte da Corbara moglie di un nobile di Città della Pieve. Ebbe inizio così un conflitto che durò diversi anni e si concluse nel 1497 con il Trattato di Pace di Monteleone. In base a questo documento Orvieto perde alcuni territori, ma rimane a capo dello strategico Monteleone.
Il Cinquecento continua all’insegna delle lotte intestine, ma è anche il secolo dei primi accordi condotti dallo Stato Pontificio con gli architetti Bettino Ricasoli e Antonio da Sangallo  per il prosciugamento delle paludi che occupano la Valdichiana. Dall’opera di bonifica si ricavano ampi terreni contesi sia dallo Stato Pontificio, sia dal Granducato di Toscana.

Il ’600: la nuova Diocesi di Città della Pieve e la Guerra di Castro
Nel 1601 nasce la nuova Diocesi di Città della Pieve, istituzione “cuscinetto”, politica ancor prima che religiosa in quanto situata al confine con il Granducato di Toscana. Monteleone d’Orvieto rientra in questa neonata diocesi, confermando così il suo ruolo strategico.
Il 1643 che segna la fine del paese come vero e proprio castrum fortificato. In quell’anno era in corso la cosiddetta guerra di Castro tra il Papa Urbano VIII e i Farnese. Le truppe fiorentine occuparono, saccheggiarono e smantellarono Monteleone, distruggendo il suo castello e, soprattutto, cancellando gran parte delle memorie storiche accumulate nei secoli. È un assedio lungo e sanguinoso che lascia una vasta desolazione dietro di sé senza che la guerra porti ad un reale risultato per le parti in conflitto.
In seguito ai trattati che concludono la guerra Monteleone torna sotto il dominio Pontificio e si apre un periodo di relativa pace per le popolazioni.

Dal ‘700 all’Unità d’Italia
Da qui in poi le vicende monteleonesi seguono le vicissitudini dell’Italia intera passando per la Repubblica Romana, il dominio napoleonico di inizio ‘800 che porta alla soppressione di tutti i corpi religiosi e alla confisca di tutti beni ecclesiastici a favore del demanio statale, il ritorno sotto il dominio pontificio con il congresso di Vienna e, infine, un concitato Risorgimento fino all’annessione al Regno d’Italia il 9 Settembre del 1860.
Tra gli avvenimenti che segnano la storia locale si ricorda, nel 1778 la traslazione a Monteleone delle spoglie mortali di San Teodoro, ritenuto artefice di miracoli inerenti alle piogge e l’agricoltura e per questo nominato comprotettore accanto a S. Pietro e a S. Paolo.

Monteleone d’Orvieto: terra d’arte e d’artisti
Le terre monteleonesi hanno dato i natali a importanti artisti e letterati nel corso dei secoli. Già nel XIV secolo spicca la personalità di Consiglio Dardalini, maestro vetraio a servizio dell’Opera del Duomo di Orvieto per la realizzazione dei mosaici della facciata della cattedrale. Pare che l’arte del Dardalini fosse tanto eccelsa e tanto indispensabile per Lorenzo Maitani da far graziare l’artigiano in seguito ad alcuni furti da lui commessi.
Nel Settecento Monteleone si fregia di un’altra importante esperienza artistica e culturale, il Teatro di Rustici, oggi sede di eventi e spettacoli d rilievo. È nel 1732 che alcuni giovani del paese chiedono di poter utilizzare i locali comunali per la realizzazione di commedie teatrali. Da questa attività originaria è nata l’Accademia Filodrammatica dei Rustici.
Nel 1864 nasce a Monteleone il letterato Pietro Bilancini e nel 1874 ha i natali nel paese il compositore e direttore d’orchestra Antonio Perelli, autore tra l’altro della sigla d’apertura delle trasmissioni EIAR. Si dice che il musicista si sia ispirato proprio alle campane di Monteleone d’Orvieto.

 

[Fonte: Umbria OnLine]

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